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io sto con la costituzione italiana e con Mattarella

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Firmate per favore contro i cacciatori nelle scuole

https://www.change.org/p/no-alle-lezioni-di-caccia-nelle-scuole-miursocial?recruiter=42031398&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=fb_autopublish_email&utm_term=289071

come vivevano le donne italiane durante il fascismo

breve storia di come si viveva sotto il fascismo , partiamo dalle donne, quante donne di oggi sarebbero felici di vivere come si viveva sotto il fascismo ? le stesse donne che ritengono che le donne musulmane vivano sottomesse farebbero bene a leggersi questi dati storici , ma forse molte sarebbero felici di vivere così , anche le grilline che non voteranno la legge contro l’apologia del fascismo.

http://www.storiaxxisecolo.it/Resistenza/resistenzadonne1.htm

L’esclusione delle donne nella società fascista

 

Per consolidare il proprio regime improntato sull’autoritarismo, Mussolini adottò una politica anti-femminista, che impose alla donna l’esclusivo ruolo di madre-casalinga e facendo così della maternità, oggetto di pubblica esaltazione, a sostegno della forza nazionalista dello Stato.

Le donne, intese come portatrici di interessi privati (familiari) furono così escluse da tutto ciò, che aveva attinenza con la sfera pubblica; anche la questione demografica fu affrontata in nome del superiore interesse dello Stato, in termini di quantità, anziché di qualità.

Allo scopo di incrementare le nascite, lo Stato fascista vietò l’uso di anticoncezionali e il ricorso all’aborto, nonché qualsiasi forma di educazione sessuale.

Come si è accennato, ogni aspetto della vita delle donne fu subordinato agli interessi dello Stato, al punto da negare, in assoluto, ogni forma di emancipazione femminile.

Le femministe storiche, in testa alle quali si ricorda Anna Kuliscioff, per la sua coraggiosa battaglia, a favore dell’estensione del voto alle donne, dopo la sconfitta del 1925, furono costrette a volgere il loro impegno nel volontariato sociale o nell’attivismo culturale, ma con crescenti ostacoli e limitazioni.

Il diritto di famiglia, disciplinato dal 1865 dal Codice Pisanelli, improntato sulla supremazia maschile, precludeva alle donne ogni decisione, di natura giuridica o commerciale (atti legali e notarili, stipule, contratti, firme di assegni e accensione di prestiti), senza l’autorizzazione del marito o del padre.

La stessa tutela dei figli era esclusiva prerogativa maschile.

Anche la Chiesa, ostile all’emancipazione femminile, attraverso l’enciclica papale Arcanum del 1880, esaltò il ruolo della maternità e dei valori della famiglia, contrapponendoli alla modernità, portatrice di corruzione dei costumi.

Dal 1926, con la soppressione di tutti i partiti politici, fenomeno che imbavagliò la stampa nonché l’attivismo femminista delle socialiste e delle giovani militanti del P.C.I., il regime riconobbe solo due movimenti femminili: quello fascista, che venne incoraggiato e quello cattolico, che fu tollerato.

“Lo scopo della vita di ogni donna è il figlio. […] La sua maternità psichica e fisica non ha che questo unico scopo”. Così si legge in un manuale di igiene, divulgato dal regime alla fine degli anni ’30.

Non a caso, tra i fasti imperialisti del ventennio, si annoverano le cerimonie presiedute dal Duce, con le quali li madri più prolifiche ottenevano riconoscimenti ufficiali e privilegi.

Nel suo romanzo Pane Nero, Miriam Mafai evidenzia come la politica fascista e l’ideologia cattolica “si intrecciano e si sostengono a vicenda, imponendo alla donna un destino tutto biologico” e la sua subalternità nella famiglia e nella società.

Fra le prime misure pro-nataliste, introdotte dal regime, peraltro con evidenti intenti punitivi, ricordiamo la c.d. tassa sul celibato (D. L. 2132 del 19/12/1926), che da molte donne fu considerata come l’unico provvedimento normativo, a sfavore dell’uomo.

La funzione procreativa femminile, come si è preannunciato, determinò un progressivo allontanamento della donna dalla sfera pubblica.

La riforma della scuola fascista, che ai giorni nostri è ricordata ancora con il nome del suo promotore, Giovanni Gentile, Ministro dell’Educazione Nazionale (1922-1924) fu improntata su due precisi obiettivi: inculcare nei giovani l’ideologia dello stato fascista e selezionare e promuovere solo l’elite, in modo da far accedere all’istruzione secondaria e all’Università, un numero ristretto di studenti, provenienti dalle famiglie più agiate. La riforma Gentile era “dichiaratamente anti-femminile”, come sottolinea la storica Victoria De Grazia in Le donne del regime fascista: “per essere pregiata, rispettata, esaltata, la donna doveva accettare e non tentare di negare i limiti della sua diversità”.

Negando alla donna qualsiasi capacità come educatrice, la riforma della scuola, operata da Gentile, produsse una vera e propria defeminilizzazione del corpo insegnante.

L’insegnamento di molte materie fu precluso alle donne: esse non poterono accedere ai concorsi pubblici per insegnare nei licei lettere, latino, greco, storia e filosofia o per insegnare italiano negli istituti tecnici.

Un Decreto Legge del 05/09/1938, infine imponendo una riduzione al 5% del personale femminile, impiegato nella Pubblica Amministrazione, rappresentò il culmine della discriminazione sessuale.

Poiché le opportunità occupazionali per le donne, andarono drasticamente riducendosi, sino allo scoppio del secondo conflitto bellico, ogni ragazza non riceveva incoraggiamenti a proseguire gli studi.

La controtendenza al fenomeno del calo occupazionale femminile iniziò a manifestarsi nel 1940 e ad accentuarsi per tutta la durata della seconda guerra mondiale, perché giovani e meno giovani furono chiamati alle armi e i loro posti di lavoro furono così ricoperti da mogli, sorelle e donne che si ritrovarono, all’improvviso, nella necessità di provvedere al sostentamento di famiglie con prole numerosa e private del capo-famiglia.

(a cura di Katia Romagnoli)

Hilarious Winners of the First Annual ‘Comedy Wildlife Photography Awards’

divertenti davvero , il varano che esce dal bagno e la rana che ride , più tutte le civette sono i miei preferiti !

Perché ho firmato l’appello #BastaBufale lanciato da Laura Boldrini

io ho firmato e tu ?

D I S . A M B . I G U A N D O

bastabufale-logo

Dopo le riflessioni d’inizio anno su bufale, post-verità e fake news, della questione si è continuato a parlare, in rete e fuori. Posto che la considero ancora destinata a un’élite di persone che leggono certe testate giornalistiche, online e offline, guardano certi talk show televisivi, frequentano certi ambienti, parlano di certe cose, oggi ho firmato l’appello #BastaBufale lanciato dalla Presidente della Camera Laura Boldrini. Spiego perché l’ho fatto:

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propaganda grillina e barbona morta

Pubblicato il: 13/01/2017 11:28

Una clochard romana di 54 anni è morta di freddo in una roulotte in via Santa Petronilla, a Roma. Il cadavere è stato trovato nella tarda serata di ieri. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i sanitari del 118 e il medico legale che, da un primo esame del corpo, non ha riscontrato segni di violenza. La donna, infatti, sarebbe morta a causa del freddo.

La salma è stata trasportata all’istituto di medicina legale di Torvergata per i successivi accertamenti.
“Siamo molto dispiaciuti, da dicembre abbiamo avviato un piano freddo, abbiamo attivato e aumentato l’accoglienza nelle strutture. Abbiamo anche aperto le stazioni della metro, verso la fine dell’anno eravamo abbastanza contenti per un piccolo risultato, con altri 50 posti per l’accoglienza. Eravamo pero’ anche amareggiati perché è una goccia nel mare”, ha detto il sindaco Virginia Raggi nel corso di una conferenza in Campidoglio. “Il governo in neanche 24 ore è riuscito a trovare 20 miliardi per salvare una banca, in anni non è stato in grado di approvare il reddito di cittadinanza. I Comuni sono i primi a dover aiutare i cittadini, ma non siamo in condizione di farlo. Se il governo non sblocca il reddito di Cittadinanza, non possiamo aiutare i poveri”, ha aggiunto.

ADNKRONOS

il mio commento a questa vicenda e al comportamento del sindaco Raggi , ( odio il termine sindaca )

naturalmente è sempre colpa del governo , questa faccenda del reddito di cittadinanza in un paese di piccoli approfittatori com’è l’Italia è veramente una buffonata grillina, il sindaco Raggi che è incapace di organizzare qualsivoglia servizio a Roma, compresa la monnezza , quando si trova , praticamente giornalmente, in difficoltà di ogni genere non può far altro che accusare il governo della propria incapacità di gestire una situazione complicata e difficile che chiaramente non è in grado di affrontare , non ci si può candidare a gestire una situazione allucinante come quella di Roma e dei debiti e sconcezze delle gestioni precedenti ,  AleDanno , per esempio , senza avere fatto prima un progetto , in pratica il situazionalismo grillino quando non riesce a ingranare e diventare operativo non trova altro modo che proseguire nella solita lagna e lamentela contro il governo ladro . In compenso il povero Pizzarotti che aveva veramente messo mani nelle varie situazioni cercando operativamente di risolvere i problemi della sua per quanto piccola città è stato messo al bando dalla dirigenza grillina , che a sogni e promesse irrealizzabili e invettive contro l’intero sistema continua a vendere e promuovere , marketing d’assalto , il proprio prodotto, noi siamo i migliori e il governo è ladro , tutto va male e non è mai colpa nostra se non siamo in grado di governare. Sarebbe ora che gli italiani capissero che il marketing politico grillino è pura fuffa quando in pratica poi non realizza i suoi progetti . Già , se va male è sempre colpa degli altri che ce l’hanno con loro , mi fa tremare le ginocchia pensare che potrebbero governare questo paese , questa non è aria nuova, è aria vecchia come il cucco , tutti i totalitarismi sono partiti in questo modo , disinteressandosi dei risultati pratici , tanto l’ideologia supplisce ai fatti e il nemico è sempre presente a boicottare l’azione dei buoni……

il sole secondo me e la mia Nikon

1-DSC_6118 upside down, Parco Increa

1-DSC_0709 surreal winter sun , playing with camera times

1-DSC_0274  misty ,  Dervio, lake Como

DSC_5645 sunny cold windy afternoon , Piona beach, lake Como

1-DSC_1788 shining over the blessed grapevines and mountains of Valtellina...

1-DSC_5285-002  bike training , Parco Increa

 

1-DSC_5924 Lake Como near Varenna

DSC_6960 sunset on the Adda river from Caiolo bridge

 

1-DSC_4784 Lake Como winter  sunset

 

1-DSC_7419 on the road from Bellagio to Como

1-DSC_7060 old and young couples , Bellagio , cold and windy Sunday