cellulare durante la guida

per chi usa il cellulare durante la guida

sarebbe ora che chi va in giro in macchina col telefonino in mano sapesse che corre un bel pò di rischi se lo beccano

“Purtroppo non è sempre possibile ricordare tutte le disposizioni del Codice della Strada, ma l’ignoranza nella legge non è accettata. In questa guida, quindi, andremo ad analizzare il nuovo Codice della Strada 2019 per fornire un aggiornamento utile e di rapida consultazione.

Attualmente il Codice della strada prevede multe da 422 a 1.697 euro per chi usa il cellulare durante la guida e la sospensione della patente da 1 a 3 mesi solo se la stessa violazione avviene durante i due anni successivi alla prima multa. Lo spiegano due commi dell’articolo 173 del codice della strada, dove sono indicate le eccezioni come chi usi – per esempio – il vivavoce.”

AUTOMOBILE.IT
Il Codice della Strada 2019 ha imposto delle nuove normative ut

rispettare le regole

le regole , rispettarle o no ?

ogni volta che si pubblicano post su regole sociali o del codice della strada o comunque regole di qualunque genere c’è sempre chi commenta parlando d’altro o facendo paragoni diversi. Fai un post sulle regole per le biciclette e ti rispondono e allora le auto ?
Questa è la giustificazione eterna degli italiani per farsi i cavoli propri e sempre a spese e svantaggio degli altri , è il classico comportamento italiota.
Chiariamo una faccenda, se esistono delle REGOLE civili comuni a tutti , la questione è VOGLIAMO O NO RISPETTARLE? questo è il problema, non cosa fanno gli ALTRI ma cosa facciamo NOI.

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populismo=popolo o folla ?

a Tagadà sulla 7 il raffinato Bertinotti parla della definizione di POPOLO , definendo l’uso che ne fa il populismo sovranista con la parola FOLLA. Giusta osservazione, solo che lega e fratelli d’Italia e l’ormai dispersa Forza Italia sono seguiti dalla folla , certamente e soprattutto , ma anche anche da quel popolo di destra che sono gli imprenditori , i benestanti provincialotti , gli evasori abituali che sono il vero popolo a cui queste destre si rivolgono , facendosi poi votare dalla folla degli incolti ed ignoranti che votano contro i loro stessi interessi guidati da una propaganda interessata e ossessiva adatta ai loro palati grossolani. E’ dunque in maggioranza la folla degli ignoranti che viene spaventata e coinvolta da furbissimi leader di destra a votare chi di loro se ne frega ampiamente di fatto. Le destre di ogni parte del mondo vogliono tutelare il privato a scapito del pubblico e si fanno votare da chi di più necessita di un aiuto dello stato , vogliono abolire il welfare pubblico e si fanno votare da chi ne ha più bisogno. Questo è il populismo

 

2 luglio 2010 , Eugenio Scalfari sull’Espresso descrive perfettamente gli italiani come FOLLA , un articolo assolutamente attualissimo adesso

Gli italiani: un popolo o una folla?
Una ‘adunata oceanica’ in piazza Venezia
ai tempi del Duce
Si fa un gran discutere sul tema dell’identità. La ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia ha rinfocolato l’argomento, ma esso teneva banco già da un pezzo. Chi erano allora e chi sono oggi gli italiani? È vero – come dicevano D’Annunzio e Mussolini – che sono una razza di navigatori, di guerrieri, di artisti, di santi? O invece – come pensano molti stranieri – di mandolinisti, di mangiatori di maccheroni, di furbi, di mafiosi e di vigliacchi? E più in generale, si può cercare e scoprire l’identità di un popolo, d’una nazione, d’una collettività? Oppure l’identità è un concetto valido per gli individui ma del tutto inappropriato per una moltitudine di soggetti? Esiste un Io collettivo oltreché un Io individuale?
Sono domande alle quali è arduo rispondere. Ci ha provato tra gli altri Sigmund Freud; al fondatore della psicoanalisi bisogna riconoscere una competenza specifica in materia di identità, cominciò infatti curandone i disturbi e poi si pose anche lui il problema dell’identità delle masse e ne descrisse alcuni tratti.
C’è tuttavia un punto fermo che distingue in modo radicale l’Io individuale dall’Io di una massa: la struttura psico-fisica d’un individuo poggia principalmente sul suo Dna, mentre una massa non ha alcun Dna che ne presidi l’identità.

Naturalmente ci sono anche altri fattori che entrano in gioco: l’educazione, la memoria, la società, il costume, le consuetudini, il linguaggio, la cultura, la religione. Perfino il colore della pelle. Perfino il clima.
Questi fattori agiscono sia sugli individui sia sulle masse, ma il Dna opera soltanto sui primi e non sulle seconde e non è piccola differenza. Significa che l’identità d’un individuo ha una stabilità molto maggiore di un’identità collettiva, la quale può cambiare assai più rapidamente e spesso addirittura capovolgersi nel suo contrario nello spazio di pochi mesi. L’emotività esercita sulle masse e quindi su una società massificata un ruolo molto rilevante con la conseguenza che gli individui massificati cedono molto più facilmente agli stimoli emotivi che a quelli razionali.
Siamo ancora in un’analisi di prima approssimazione. Se vogliamo inoltrarci in questo percorso dobbiamo cominciare a distinguere le varie tipologie che può assumere una massa di persone.
Direi che l’identità più stabile la si trova nelle comunità, cioè in un gruppo di persone che fanno vita comune e sono legate da una comune cultura, da una comune religione, da una comune convinzione del bene collettivo. Le comunità cristiane, ebraiche, islamiche, buddiste, taoiste, possiedono un’identità molto stabilizzata. Ma anche gli anarchici, i comunisti e in generale quelli che si identificano con un’ideologia che sfiori l’utopia, sono tenuti insieme da vincoli profondi la cui eventuale rottura determina traumi gravi in chi decide di spezzare quei vincoli. Metterei tra queste comunità anche la famiglia, che è dotata di un’identità molto precisa; si tratta però d’una micro-identità inserita in comunità più vasta sicché i traumi e le rotture a livello familiare sono molto più frequenti.

All’estremo opposto di questa classifica massificativa c’è la folla. Si tratta d’una massa occasionale che si forma per cause esterne: un evento, una presenza casuale in un luogo, una convocazione, una celebrazione, il discorso di un Capo.
La psicologia della folla è stata attentamente esaminata e il risultato è concorde: la folla è dominata dall’emotività degli istinti, esprime pulsioni inconsce, è facilmente manipolabile da chi possiede la capacità e gli strumenti per farlo.
L’emotività della folla può esprimere forme di consenso plebiscitario oppure, all’opposto, forme distruttive e criminogene come il linciaggio d’un presunto colpevole e varie forme di giustizia sommaria.
Spesso i regimi autoritari poggiano sulle folle, sistematicamente preparate e manipolate. Gli stessi individui che solitamente esprimono giudizi di buonsenso, una volta assembrati in una folla smarriscono spesso quel buonsenso e vengono con facilità assimilati dal senso comune. La piazza rappresenta l’immagine dei regimi autoritari. La chiamano democrazia ma ne costituisce invece il polo opposto.
Gli italiani hanno una forte tendenza a farsi risucchiare dalla folla. Credo che dipenda dallo scarso numero di comunità religiose (che non sono parrocchie ma semmai oratori) e di associazioni laiche. Da questo punto di vista il volontariato e le comunità che lo praticano rappresentano un’alternativa positiva rispetto alla folla pura e semplice.

Il richiamo della folla evocata dal Capo è comunque una delle tendenze costanti della società italiana, restia da sempre a confrontarsi con lo Stato. Quando la massificazione sociale assume i connotati della folla, bisogna esser consapevoli che la democrazia liberal-democratica versa in serio pericolo.

i miei fiori estivi su Flickr

DSC_1180-001  backlight on my pink Peruvian lilies
2019-08-192  a new unusual echinacea, artwork
DSC_0763 my fragrant echinacea purpurea
DSC_0173 my candid Peruvian lilies  still alive & kicking
DSC_0084 curcuma , turmeric
2019-08-145 small August rose , collage
DSC_8489 my new Sigma 180 2,8

1-DSC_8284  in the summer heat
2019-08-142 my August sunflower
1-Collage54 summer in my garden, artwork
1-DSC_6518-001 my pink portulaca in a hot garden
1-2019-07-031 facing the sun in beauty
1-DSC_6469 my blue Agapanthus survived the bad hailstorm
1-DSC_5168-001 my hemerocallis  in the shade
1-DSC_6071 small, damaged, energetic sunflower
1-DSC_5585 purple velvet
1-DSC_5473 my white portulaca
DSC_4680 happy friendly bumble bee in love with this flowwr
2019-07-126  my white Agapanthus
DSC_4416 pink and white lilies in my garden
DSC_3752 hemerocallis & bokeh
DSC_3863   brown sunflower
DSC_3460-001 my pink lilium
DSC_1828-001 verey delicate Hydrangea

lega e meridionali che la votano

il problema non è tanto il sud che la vota , che è una novità altamente preoccupante, visto i collegamenti di alcuni politici locali della lega con ambienti non esattamente puliti dal punto di vista penale , io direi che per me che vivo in un paese del nord ad alta immigrazione meridionale fino dagli anni 50 è assolutamente preoccupante che praticamente la maggioranza dei meridionali voti lega , è come se , nel caso gli extracomunitari avessero spero in futuro il diritto di voto, questi votassero la lega , è una contraddizione di cui non mi capacito se non forse tenendo presente il livello culturale piuttosto basso di molti abitanti di queste periferie milanesi di casermoni dormitorio anni 60 e 70 che anche adesso non brillano di eventi culturali e di voglia di seguire il difficile confronto con la nuova popolazione di immigrati stranieri , gli ultimi della scala sociale di cui sono i penultimi. Credo che votare la lega li faccia sentire un gradino più in su degli ultimi, talvolta anche a parità o inferiorità di reddito, in effetti tanti immigrati hanno negozi e attività fiorenti e contribuiscono al benessere della comunità, creando ignorante invidia invece che simpatia

i ragazzi della Bestia della lega

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lo staff della Bestia, il fulcro web della propaganda salviniana . Analizzando le facce si direbbe che l’Italia intera sia tenuta sotto scacco da un gruppetto allegro di una decina di ragazzotti che pare si divertano come matti a farlo comandati da un effeminato giovanotto che vomitano quotidianamente odio e propaganda razzista , imbottendo di pregiudizi, false notizie e paure una massa di incolti provincialotti disumani , invidiosi e frustrati … tale è la forza del web , veramente preoccupante e gli slogan sono ripetitivi, ossessivi come litanie pseudo religiose , adatti alle menti dei subumani che le condividono. Una manipolazione degli allocchi mai vista prima con questa virulenza giovanile , secondo me questi lo credono un gioco divertente, ma stanno sovvertendo la democrazia del paese

5 agosto 1938, La difesa della razza

5 agosto 1938, esce il primo numero de “La difesa della razza”.

Al suo interno c’era scritto:
“È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta l’opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l’indirizzo arianonordico.”

arianonordico !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! e i meridionali di allora cosa ne pensavano ? votavano il duce come adesso votano Salvini ????? pare che la storia si stia ripetendo con estrema pericolosa monotonia , forse solo perchè gli italiani non ne hanno coscienza o perchè sono ignoranti come allora ?