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è morto Casaleggio

E’ morto Casaleggio.

Lo detestavo  per quello che era e quello che pensava , ma non mi rende affatto  felice che sia morto di cancro al cervello , ne ho visto l’estate scorsa gli effetti terribili sulla moglie di mio cugino, tanto mi basta per dire che ho compassione umana per chi muore di questa orrenda malattia.
Oggi vado alla mia penultima lezione di filosofia del web e dirò all’insegnante cosa pensavo di Casaleggio e delle sue teorie sull’uso politico del web , una cosa è certa, chi lo ha definito un politico si sbagliava , era solo un pubblicitario che sapeva fare bene lo spin doctor , il suo mestiere lo ha messo al servizio della politica alla ricerca di acquisizione di potere , questo  significa che moralmente non  avrei mai potuto perdonare questo modo aristocratico , antidemocratico  e totalitario di sviluppare e portare avanti un pensiero politico , si sa che la pubblicità serve a vendere di più e in politica a comprare consenso , di certo ha dato inizio al mestiere di spin doctor, storicamente importante, solo che io non ho mai visto uno spin doctor non asservito alle logiche del potere con l’unica funzione di apportare consenso a chi lo detiene o vuole accedere al potere. Persuasori nemmeno più tanto occulti . La scalata al potere di Casaleggio è partita dal web e finita sulle strade con un demagogo narcisista  come Grillo , una coppia perfetta che ha dimostrato , come Berlusconi, quanto in poco tempo coi mass media, di cui il web fa parte , con perfetti pubblicitari spin doctors e tecniche avanzate di mercato si conquisti il consenso su pochi slogans adatti ai più , gli italiani non vanno mai politicamente per il sottile, si bevono tutto , si sono bevuti Benito , Berlusconi, Renzi e Grillo… al di là e al di fuori di qualunque forma classica di democrazia , concetto in via di estinzione.

http://www.ilpost.it/2016/04/12/gianroberto-casaleggio-video-visionari/

http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2016/4/12/PROMETEUS-E-GAIA-Video-Gianroberto-Casaleggio-e-la-sua-eredita-visionaria-oggi-12-aprile-2016-/695682/

http://www.ilfoglio.it/gli-inserti-del-foglio/2016/02/20/m5s-affaire-casaleggio___1-v-138530-rubriche_c131.htm

 

Paola De Pin su Huffington Post

 Paola De Pin

Senatrice Gruppo Azione Partecipazione popolare

L’esperienza parlamentare del M5S: turpiloquio e adesione a slogan di un’azienda di comunicazione

Pubblicato: 06/01/2014 12:56                                                                  
                    

               
            

Si potrebbe pensare che nell’ultimo anno la colpa più grave del M5S sia stata quella di NON  aver avuto una credibile proposta politica, disperdendo in tal modo un enorme capitale elettorale. Purtroppo, accanto ai peccati di omissione ve ne sono altri, più diretti e concreti. Quelli in parole e in opere. I nove mesi di esperienza parlamentare del M5s rischiano di lasciare degli strascichi molto pesanti per almeno due ordini di motivi.

In primo luogo, Beppe Grillo ha sdoganato l’uso del turpiloquio e dell’offesa personale, quali mezzi naturali  della battaglia politica. Sull’esempio del capo carismatico – ormai  oggetto di un vero e proprio culto della personalità – stuoli di seguaci si lasciano  andare, nei blog e nelle loro pagine facebook, ad invettive di tutti i tipi. Si tratta di manifestazioni di livore, in cui la violenza verbale nasconde un pauroso vuoto di elaborazione intellettuale.

Questi sfoghi, naturalmente, non rappresentano un reale pericolo per i poteri dominanti, ma contribuiscono a creare un clima di rancore generalizzato, pronto ad abbattersi su qualsiasi obiettivo, giusto o sbagliato che sia.

Ciò che più scandalizza è che non si tratta di  manifestazioni spontanee. Certo, la rabbia esiste, e per fondati motivi , nella società italiana. Essa però viene astutamente orientata da gruppi che stanno nell’ombra e alimentano una percezione semplificata  della realtà: da una parte c’è un “noi”, rappresentato  dal cittadino onesto, laborioso e vessato dalle tasse, che si identifica immediatamente nel Movimento; dall’altra ” la casta” dei politici corrotti, responsabile di tutti i guai del paese. Ogni possibile distinguo rispetto a questo schema manicheo rischia di essere visto come un tradimento e scatenare le reazioni più esasperate.

Vi è poi un altro fatto, se possibile ancora più negativo. La Casaleggio Associati ha avuto un indubbio successo nel creare un’inedita figura di quadro politico – intellettuale, capace di fondere, anche se in modo degradato, le caratteristiche del volontario cattolico, dell’intellettuale organico stalinista e del funzionario aziendale. Il suo compito è quello di rilanciare nella rete le parole d’ordine del Movimento. La sua efficacia è dovuta al fatto che spesso (parlo per esperienza personale) non si rende nemmeno conto di essere parte di una organizzazione che lo trascende completamente.  Alla libera espressione del pensiero si sostituisce così l’adesione acritica agli slogan elaborati da una azienda della comunicazione.

E se è particolarmente triste che siano vittime di questa autocensura anche intellettuali gloriosi, primo fra tutti Dario Fo (il quale rischia di macchiare un’intera vita al servizio della libertà, facendosi coinvolgere in un’avventura da cui dovrebbe assolutamente prendere le distanze) ancora più grave è quanto avviene nel mondo della rete. Molti blogger, che negli anni del berlusconismo trionfante erano stati una luce di verità ed un pungolo costante nei confronti di ogni potere, hanno di colpo perso libertà ed autonomia, intruppandosi in un nuovo partito azienda.

Le conseguenze di tutto questo, temo, si faranno sentire per anni. Ben al di là dell’inevitabile declino delle fortune elettorali del Movimento.