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lega e dialetti

lega e dialetti

coi miei familiari ed i vicini di casa di lunga data io parlo il mio dialetto lombardo, ma evidentemente non sono in grado di capire il bergamasco o il napoletano o il siciliano, o il romanesco , che poi sono diversi da paese a paese o zona a zona della stessa regione , in pratica i dialetti sono codici segreti che possono capire poche persone del circondario o di una certa zona , è vero che sono una genuina espressione storica e culturale, ma noi siamo uno stato con tante regioni e tante diversità unite , anche se forzatamente, talvolta, da una lingua comune , insomma, mentre il dialetto è provincialità estrema, chiusura mentale, localismo bieco e pauroso , tradizione spesso becera di sopraffazione e ignoranza , quasi mai di positività culturale e apertura mentale, la lingua comune è lo sforzo che il nostro paese ha fatto per cercare di uniformarci ad uno standard comune a tutti , salvo tornare agli staterelli precedenti , insomma tanta gente è morta per mettere insieme tante diversità e questa voglia di mettersi ognuno per conto proprio e celebrare la mediocrità provincialissima del dialetto, cosa che la lega brama in modo particolare, visti i tentativi continui che sta facendo di introdurre i dialetti nella scuola , non dovrebbe stupire da parte di una forza sovranista di stampo totalitario.
Ovviamente la lega nord voleva la separazione dal sud per motivi chiaramente economici e quindi la voglia di dialetto è decisamente strumentale alle egoistiche ansie economiche leghiste e all’idea di una frammentazione in senso provinciale del paese, il regionalismo altro non è che questo , è dannatamente più facile controllare fette di territorio parzialmente omogenee e relativamente piccole, le comunità più piccole sono e meno sono difficili da controllare ( e sfruttare per riempirsi le tasche) e la cultura totalitaria non è certo basata su culture aperte , allargate , internazionaliste ma sulla cultura del paese , della provincia bigotta e ignorante, caratterizzata da egoismo, diffidenza, paura del vicino , ignoranza , di cui il dialetto diventa l’espressione , valga per esempio un’impiegata comunale di un paesetto della Valtellina che mi disse sorridendo una volta, ma guardi che per noi quelli del paese dopo sono già stranieri !