Archivi tag: graffiti

Graffiti , arte e disperazione.

suburban leftovers
Qual è il primo cartello stradale dove mettereste per rabbia il vostro nome pasticciando il cartello se in un paese non vi volessero ? Forse un divieto di accesso ?

keith2
Keith Haring , grande writer e pittore poi, morto giovanissimo

keith-haring-art

Contemporary Art Auction
Jean Michel Basquiat , grande writer e pittore, morto giovanissimo

DSC_3838

graffiti

DSC_3806

graffiti

DSC_5759-001

suburban leftovers on an ancient villa

DSC_3807

suburban leftovers

Abito in provincia di Milano in uno di quei paesotti della cintura suburbana che hanno visto negli anni 60 esplodere industria ed edilizia selvaggia e aumentare con l’immigrazione prima veneta e bergamasca e poi meridionale la popolazione di  più  di dieci volte in una cinquantina d’anni.

I segni del degrado e della speculazione edilizia sono evidentissimi, molto più che in comuni relativamente più lontani dalla città .

Adesso si è aggiunta anche l’immigrazione straniera , ancora più disperata di quella interna e la crisi economica picchia duro su tutti i ceti meno abbienti , soprattutto sui giovani.

Nei primi anni 70 ebbi la fortuna di avere una borsa di studio come visiting scholar alla Columbia University di New York e mi trovai da piccola borghese campagnola a vedere cose mai viste , la  miseria indescrivibile dei ghetti e di alcuni quartieri suburbani e l’arrogante ricchezza dei quartieri di lusso e vidi per la prima volta in vita mia dei graffiti un po’ dappertutto, soprattutto sulle metropolitane, ricordo ancora interi vagoni ricoperti di graffiti enormi e coloratissimi che rappresentavano un nome, avevo l’impressione che la rabbia, la frustrazione e la disperazione dei  poveracci , di qualunque colore fossero , emergesse da quei caratteri cubitali con l’energia vitale di un urlo ,  l’affermazione di quell’ esisto anch’io ,  vedete? ci sono anche io , guardate il mio nome, guardatemi, ci sono !

Con l’esportazione della cultura afro americana e latina in Europa attraverso la musica e gli stili di vita che , maledetta crisi, si sono globalizzati, facendo aumentare sempre più il gap sociale ed economico tra i vari gruppi e tra le varie classi sociali, i graffiti sono arrivati anche da noi.   Grandi artisti, soprattutto americani, li hanno anche esportati in tutto il mondo come  forma d’arte e la cultura del graffito, quella che io chiamo la cultura del ci sono anch’io, guardatemi, vedetemi , si è diffusa ovunque nelle città soprattutto e si sta sempre più diffondendo anche nelle nostre periferie, trasportata dai migranti e seguita dai giovani italiani che si sentono estranei ad una società che pare averli abbandonati a se stessi privandoli di certezze di cui le generazioni precedenti avevano goduto.

Nei miei paraggi difficilmente si trovano dei bei graffiti ben articolati , molti sono vecchi e scrostati , per lo più ci sono i nuovi graffiti occasionali, sempre più disperati , sempre di più autoreferenziali e senza alcun contatto con il resto del mondo e staccati da una idea sociale qualunque. Sono spesso grida di pura disperazione , disprezzo e odio per ogni struttura pubblica , cimiteri inclusi , cartelli stradali inclusi , piccoli atti di vandalismo inclusi , uno spettacolo triste che è giusto documentare nei suoi vari aspetti .

Mi rende gioiosa vedere dei graffiti che propongono un’idea , magari non limitata solamente al sé , ma dove vivo io sono rarissimi.

Per lo più sono scarabocchi senza costrutto , prevale la parte non costruttiva , quella della rivolta , non quella della proposta di qualcosa di creativo o di diverso o di nuovo. Così ogni volta cerco di fotografarli , anche per cercare di capire quello che sta succedendo.

Non sarebbe male che i vari comuni dell’hinterland milanese analizzassero questo fenomeno, invece che ridipingere i muri , magari dando il permesso , come è accaduto talvolta, di sfogarsi liberamente su qualche muro o edificio ai writers  , quelli meno improvvisati .

Minacciare multe e galera non mi pare il metodo migliore. Una cosa è certa, negli ultimi pochi anni il fenomeno in provincia è aumentato enormemente , è  un fenomeno da tenere d’occhio.

Io intanto fotografo ogni graffito degno di nota, talvolta anche quelli che ritengo semplice voglia di asserzione imbrattante.

 

Annunci
Immagine

GRAFFITI, YEAH BABY !

Graffiti, YEAH BABY !

muro di cinta in campagna con graffiti
Stavo andando al centro commerciale facendo una strada di campagna, quando ho visto un muro di cinta lunghissimo ricoperto di graffiti. Ci sono tornata il giorno dopo con la Nikon e da un paio di giorni mi sto rotolando in mezzo al colore che questi incredibili artisti dimenticati hanno lasciato come traccia di sé su un brutto muro che il tempo ha trasformato in memorie colorate.
La bellezza è dappertutto, basta cercarla o trovarla per caso !
DSC_3325

DSC_3330

DSC_3333

DSC_3334

DSC_3335

DSC_3401

DSC_3350

DSC_3356

DSC_3410

DSC_3340

DSC_3347

DSC_3338

DSC_3375

DSC_3377

DSC_3391

DSC_3318