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il maschilismo sul web

https://thevision.com/attualita/minacce-online-donne/

si parla del fatto che le donne vengono regolarmente bullizzate sul web

………………………………………L’odio per le ragazze “popolari” spesso si estende a tutte le donne che hanno visibilità, di qualsiasi tipo, e ovviamente questo non riguarda soltanto le zone marginali della rete, ma anche i social network e le app di messaggistica più popolari. Nel mirino finiscono un po’ tutte: influencer, celebrità, ma anche giornaliste, o semplici utenti che non fanno nulla di male se non esprimere la propria opinione su qualsiasi argomento. Il fenomeno è così vasto e radicato che da tempo viene studiato anche a livello istituzionale. L’International Center for Research on Women (Icrw) lo definisce “violenza di genere facilitata dalla tecnologia”, ovvero “l’azione di una o più persone che nuocciono ad altre sulla base della loro identità sessuale o di genere o rafforzando norme di genere dannose. Questa azione è perpetrata tramite internet e/o tecnologie mobili, e include stalking, bullismo, molestie sessuali, discorsi d’odio e sfruttamento”. L’Icrw stima che ad aver subìto un qualche tipo di violenza di genere facilitata dalla tecnologia sia il 73% delle donne a livello globale e, nella sola Europa, l’11% delle ragazze con meno di 15 anni: parliamo di 9 milioni di bambine. Secondo l’ultima rilevazione di Vox Diritti, su 150mila tweet negativi analizzati riguardanti qualsiasi argomento nel nostro Paese, quasi 40mila sono contro le donne. Significa che il 72% delle volte in cui si parla di donne su Twitter, lo si fa in termini negativi.

La commissione Femm e il dipartimento per gli affari costituzionali dell’Unione Europea hanno condotto lo studio Cyber violence and hate speech online against women per tentare di descrivere e misurare questo fenomeno. Il documento sottolinea anche che questi attacchi vengono minimizzati, se non addirittura normalizzati: “La cultura dello stupro è prevalente su internet”, si legge nel report. “Incorpora aspetti di particolare misoginia e comporta espressioni violente contro le donne attraverso le minacce di stupro e di morte (o di violenza fisica) dirette alle donne online. Tali espressioni di sessualità aggressiva maschile vengono eroticizzate nella sfera di internet e nella stampa”. Gli autori dello studio in particolare criticano i modi in cui i media parlano di queste forme di violenza e i consigli che generalmente vengono dati alle donne per prevenirlo, ovvero “don’t feed the trolls”, non rispondere alle provocazioni, non diffondere informazioni private online ed evitare di scattare foto sexy o provocanti. Come spesso accade, anziché concentrarsi sulle responsabilità degli aggressori, si preferisce focalizzarsi sul comportamento delle vittime.

In realtà, come purtroppo dimostra il materiale diffuso nei gruppi e nelle chat segrete di Telegram, non serve mandare nudes per diventare il bersaglio di questo tipo di violenza: assieme a revenge porn e immagini hackerate di ragazze (spesso minorenni), ci sono anche immagini di vita quotidiana prese dai profili Facebook o Instagram, innocenti primi piani, foto con amiche e sorelle. Spesso queste immagini sono accompagnate da informazioni personali, come indirizzi di casa, mail o numeri di telefono.”

Informazioni su questo sito web

THEVISION.COM|DI JENNIFER COURSON GUERRA
Internet non odia le donne. È la gente a odiare le donne, e internet le permette di farlo più velocemente, più duramente e con impunità
Citazione

#Tisaluto, per …

#Tisaluto, per fermare gli insulti sessisti
[Copiaincollato da La 27sima Ora] Quante volte abbiamo provato imbarazzo di fronte a un commento fuori luogo di un collega in ufficio o abbiamo subito la battuta desolante di un amico che voleva fare lo spiritoso senza riuscirci? Spesso di fronte a queste situazioni abbozziamo un sorrisetto e facciamo buon viso a cattivo gioco per paura di essere bollate come bacchettone. Oggi una campagna lanciata da un gruppo di blogger ci invita a uscire di scena, elegantemente, dicendo semplicemente #Tisaluto. Se lo facessimo tutte/i sarebbe una bella rivoluzione. Con questo post la 27sima ora ha deciso di aderire all’iniziativa che pubblichiamo qui sotto.

In Italia l’insulto sessista è pratica comune e diffusa. Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni.
Spesso abbiamo subito commenti misogini, dalle considerazioni sul nostro aspetto fisico allo scopo di intimidirci e di ricondurci alla condizione di oggetto, al violento rifiuto di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio.
In Italia l’insulto sessista è pratica comune perché è socialmente accettato e amplificato dai media, che all’umiliazione delle persone, soprattutto delle donne, ci hanno abituato da tempo.
Ma il sessismo è una forma di discriminazione e come tale va combattuto.
A gennaio di quest’anno il calciatore Kevin Prince Boateng, fischiato e insultato da cori razzisti, ha lasciato il campo. E i suoi compagni hanno fatto altrettanto. Mario Balotelli minaccia di fare la stessa cosa.L’abbandono in massa del campo è un gesto forte. Significa: a queste regole del gioco, noi non ci stiamo. Senza rispetto, noi non ci stiamo.L’abbandono in massa consapevole può diventare una forma di attivismo che toglie potere ai violenti, isolandoli.
Pensate se di fronte a una battuta sessista tutte le donne e gli uomini di buona volontà si alzassero abbandonando programmi, trasmissioni tv o semplici conversazioni.
Pensate se donne e uomini di buona volontà non partecipassero a convegni, iniziative e trasmissioni che prevedono solo relatori uomini, o quasi (le occasioni sono quotidiane).
Pensate se in Rete abbandonassero il dialogo, usando due semplici parole: #tisaluto.
Sarebbe un modo pubblico per dire: noi non ci stiamo. O rispettate le donne o noi, a queste regole del gioco, non ci stiamo.Se è dai piccoli gesti che si comincia a costruire una società civile, proviamo a farne uno molto semplice.
Andiamocene. E diciamo #tisaluto.
Questo post è pubblicato/ribloggato in contemporanea anche da altre/i blogger: Vita da Streghe, Marina Terragni, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo, Giovanna Cosenza, Sabrina Ancarola, Mammamsterdam, Zeroviolenzadonne, Un altro genere di comunicazione, Ipazia è(v)viva, La donna obsoleta,Laboratorio Donnae, Sud De-Genere,Coppette amore e…, Politica Femminile, Caso mai, Zauberei,Cosmic Mummy, in genere, the new Brix Blog, Mammaeconomia, Donne in ritardo, Valentina Maran, malapecora, Essere Donne, I Fratelli Karamazov, Anarkikka, Il porto delle nuvole,Considerazioni di una donna, Donne Viola, Sabrina Barbante, Ho fatto il composto!, Carla “conta” e crea, Blog di Sara, 101 uomini più…, Elena, Se non ora quando, EMPOROS, La solita Simonetta,No alla violenza sulle donne, Non lo faccio più, L’Italia che cambia, ma la notte no!, corpografie sessuali, Family Life, The Blake House, A.R.P.A. Raggiungimento Parità, La fila indiana, miniEva,Francesca Sanzo, Women.it, Frequenze lesbiche, Francesca Marchini, Se 18 vi sembran poche,Tè per tutti, Radio Sarajevo, GiULiA Giornaliste, Le persone e la dignità.
E nella versione maschile da Lorenzo Gasparrini, Mente Miscellanea, O capitano! Mio capitano!

TANTOPREMESSO.it | Il blog di Alfredo Ferrante. Fannullone

alfredoferrante.wordpress.com
Suggerisco a qualche maschio di entrare nel blog di Lerner, ( dove una banda  di  trollstalkers   machos  cyberbulli  misogini  fascioleghisti  o iperkomunisti passa la giornata ad insultare le donne del blog ) ,  dotandosi di un nick femminile , magari giusto per vedere  e provare l’effetto che fa !
Potrebbe essere l’inizio di un’inchiesta giornalistica sulla presenza femminile nei blog italiani, perché no ?
Alice