Archivi categoria: vizi e virtù

digiunare

a quando le stimmate, Kapitone ?

dietro il delirio religioso del capoccia leghista io vedo sempre la stanza in cui tra mille diavolerie informatiche Luca Morisi con la sua faccia da bambina e la sua supersquadra di scavezzacolli informatici chiamata la Bestia se la ridono tra una birra e l’altra sganasciandosi per ogni trovata che riescono a inventarsi per gli elettori rinco che vogliono attirare alla lega del kapitone.
Hanno incominciato coi presepi per passare ai rosari, alle madonnine , alla richiesta ai leghisti sfegatati di digiunare per il loro povero capo strapazzato dai giudici infami komunisti che lo vogliono giudicare per quel suo vezzo di considerare patriottico salvare i confini della patria facendo rimanere su una nave della guardia costiera italiana per giorni migranti affamati, pestati e violentati per mesi in Libia che sono riusciti a scappare da un inferno per trovarne un altro.
Ogni trovata però fa aumentare il numero di email che la lega raggiunge direttamente per imbottire i più sfegatati di propaganda e fargliela divulgare condividendola tra gli altri adepti e simpatizzanti più duri. Leggete qui sotto a cosa servono le email mandate a questo indirizzo :

……………………”Ora la Lega chiede di digiunare per Salvini (ma c’è un motivo nascosto)

È stato infatti creato dallo stesso partito di Via Bellerio il sito Digiunopersalvini.it che invita i militanti del carroccio ad aderire all’iniziativa.

lega digiuno salvini sito-2

Testo asciutto, immagine del “Capitano” in posa francescana e l’invito a sottoscrivere un from in cui si manifesti l’intenzione a “digiunare per un giorno “in segno di solidarietà con Matteo Salvini che rischia il processo per il caso Gregoretti”.

“Rischia la galera per aver difeso la Patria” si legge sul sito che poi invita – non a caso – a lasciare molti dati personali, tra cui quella più ambita per nutrire la cosiddetta “Bestia”, l’apparato di comunicazione del Carroccio. Il sito infatti invita a lasciare la propria email che verrà poi – come si legge nel regolamento – usata anche per altri fini che esulano dalla capagna denominata “#digiunoperSalvini”.

Come si legge infatti i dati personali saranno altresì usati per:

1. gestire la raccolta firme per la campagna denominata “#digiunoperSalvini”;
2. all’invio di materiale illustrativo, di aggiornamento sulle novità, iniziative e attività del Partito (materiale informativo e comunicazioni di promozione elettorale e politica, informazioni su manifestazioni, incontri, assemblee, dibattiti, conferenze, convegni e simili, pubblicazioni o altro, attraverso l’invio di posta tradizionale, posta elettronica, sms, mms o attraverso contatti telefonici) ed in generale a condividere proposte programmatiche di natura politica;
3. ad assolvere a specifiche richieste da parte dell’interessato;
4. all’accertamento, esercizio e difesa dei diritti di LpSP in sede giudiziale e stragiudiziale.”

Potrebbe interessarti: https://www.today.it/politica/digiuno-per-salvini.html
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scrocconi italioti e potere

scrocconi piccoli e grandi italioti

in italia ci sono milioni di approfittatori piccoli e grandi che votano chi li rappresenta bene e più in grande e quando non riescono ad approfittare abbastanza allora vanno all’attacco di chi non permette loro di fare i propri comodi e allora si esprimono incolpando , odiando e facendo odiare, offendendo e diffamando , insultando e mettendo al pubblico ludibrio e in pericolo chiunque si opponga ai loro sporchi interessi privati .

Questa gente sono gli italioti, una razza arrogante , presuntuosa e furba o decisamente ignorante e inconsapevole nata dall’odio contro la cultura dei diritti e delle regole ,contro la tolleranza e il rispetto di altre culture e opinioni.

E’ una massa che sta premendo per togliere le libertà che abbiamo conquistato con dure lotte , inconsapevole che loro stessi le perderanno a vantaggio di una elite di furbi politicanti ladri e approfittatori che stanno annusando l’aria fetida che proviene da questi piccoli approfittatori come un profumo inebriante di potere assoluto.

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pubblico o privato , cosa vuole la destra ?

voi molti che pagate le tasse allo stato e alle regioni per avere servizi pubblici e scuola e sanità gratuite sappiate che :

a Meloni non piace la riduzione delle tasse da parte del governo agli stipendi dei lavoratori di livello basso e medio , lei vuole ridurre le tasse ai ricchi e ai padroni , come tutte le destre del mondo , sappiatelo una buona volta che destra significa il bene di pochi contro gli interessi dei molti e che il popolo per la destra non siete voi molti , ma i benestanti e gli ultra ricchi e le lobbies delle armi, della sanità e del cemento , la destra ama il privato , quello che dovete pagare al posto del pubblico per cui pagate le tasse-

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Sardine ? Sì !!!!!!!!

invidia sociale e partiti di destra

l’invidia sociale è il collante comune a tutte le destre estreme

L’invidia sociale è la distopia di un mondo che non vuole più essere ma, semplicemente, apparire. È il vero cancro di questa società moderna, perché attraverso di essa tutto diventa distorto e contorto, quelli che un tempo erano valori interiori dell’essere umano sono stati sostituiti da apparenze esteriori della società. L’invidia nelle sue forme più comuni si riferiva alle cose, invidia per ciò che non ho e altri hanno. Ma aggiungendo l’aggettivo “sociale”, ecco che abbiamo il fenomeno dell’invidia sociale, in una società fatta di immagini e comunicazioni, l’invidia è rivolta all’essere, ai modelli di successo, di ricchezza, di fama e di notorietà. Invidere in latino vuol dire guardare storto, guardare male. In altre parole l’invidia ti impedisce di vedere in maniera corretta e trattandosi di invidia sociale, non ti permette di vedere e di capire la società in cui vivi. Motivo per cui c’è una diffusione sempre più ampia di forme di ostilità, odio e rancore verso il prossimo. Che si tratti del nostro vicino, del collega, dell’influencer o del migrante appena sbarcato, poco importa. L’invidia sociale non guarda in faccia a nessuno.

L’invidioso sociale dovrebbe solo vergognarsi di se stesso, per le sue carenze, per il suo modo di misurare una realtà del tutto fittizia, basandosi su valori assolutamente astratti. Ma ci troviamo in un’epoca in cui la vergogna si è estinta. Molto più semplice negare a se stessi e al mondo intero la propria invidia, perché altrimenti significherebbe ammettere l’insicurezza che la genera, e in un mondo sempre più autoreferenziale, in cui il dubbio è stato spazzato via dai tuttologi e dalla loro prepotenza affermativa, non si cercano più le ragioni del successo altrui, lo si critica invece, soprattutto si cerca di demolirlo. Ecco perché l’invidia diventa un cancro, un male che inquina popoli, governi, la società tutta. Troppo spesso dinanzi al successo e alla realizzazione di un persona, anziché ammirarla e usarla come fonte “di ispirazione”, succede che nessuno è contento, anzi, si aspetta che possa inciampare, cadere in disgrazia, e allora sì che voleranno coriandoli.

E in tutta questa situazione già di per sé paradossale c’è un aspetto ancora più tragicomico. Ossia, il povero è più invidioso del povero che del ricco. In altre parole, l’invidia sociale si muove prima sul piano orizzontale, tra pari, tra categorie sociali della stessa condizione economica, poi in verticale. Un esempio concreto è l’invidia verso l’immigrato, colpevole, secondo i suoi simili più chiari, di rubare il lavoro, di ricevere ospitalità e del prima gli italiani. Questa è l’invidia sociale signori miei, che spesso ricalca le orme di slogan e ideologie a dir poco ripugnanti. E l’invidia sociale, come anche l’invidia classica, prende origine dalla mancanza di qualcosa che il soggetto sente, percepisce di non possedere: un lavoro, una casa, attenzioni e via dicendo. E questo sentimento di mancanza induce reazioni aggressive e distruttive. Per dirla con le parole di Umberto Eco: “Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria“.

L’invidioso sa bene come demolire le sue vittime, la prima e più potente arma è la calunnia. Un metodo antico, tant’è che nella Bibbia troviamo scritto: “La spada uccide tante persone, ma ne uccide più la lingua che la spada”. E nonostante siano passati millenni da allora, lo scenario è simile. In un’epoca altamente tecnologica, nella quale si comunica sempre di più attraverso i social, l’aumento dell’invidia sociale è una logica conseguenza. Ma più che invidia sociale, sarebbe corretto, in questo caso, definirla come invidia sociaL. Perché è proprio sui social che la gente vuole mostrare tutto, vuole vedere tutto, il web è diventato la passerella per le esibizioni più plateali e subdole atte a generare frustrazione e, appunto, invidia.

E in chi visiona quelle foto, quegli stati esuberanti, subisce un senso di inadeguatezza, simile a quella provata quando c’erano in tv pubblicità atte a proporre modelli distanti ed affascinanti, che in un modo o nell’altro, cercavano di farti sentire sfigato. E proprio quel senso di inadeguatezza che ti fa sentire, come ben espresso da Umbero Eco, misero, dà vita a nuove figure comparse con l’avvento dell’invidia sociaL: haters, troll, cyberbulli, delatori e calunniatori virtuali, fake, leoni da tastiera, dietrologi e tuttologi di ogni tipo, e chi più ne ha più ne metta.

Ma è anche l’era del risentimento causato da quest’invidia sociale che cresce dentro. Ecco perché definisco l’invidia sociale come il cancro di questa società. Perché è un male silenzioso che si tramuta in odio e uccide gli altri e, soprattutto, noi stessi. Oggi con i social l’invidia cresce a dismisura, esplode, e questo avrà un costo per la specie umana. Stiamo creando una realtà del tutto distopica, dove un piatto non viene apprezzato se non esce bene in foto. Dove un bacio non ha valore se non è condiviso sui social. Un mondo dov’è tutto un lagnarsi delle vite felicissime degli altri, perdendo di vista quella che, in fondo, è la propria vita.

Ecco perché l’invidia è un sentimento deleterio per la società tutta, un cancro che toglie forza alla comunità e mette gli uni contro gli altri. Nasce così il sospetto, la vendetta, il complotto, l’odio, il pregiudizio. E con questo carico sulla coscienza diviene difficile capire dove stiamo andando. Siamo diventati vuoti dentro, tranne per l’invidia che proviamo verso gli altri. Ci sta rimanendo solo questo cancro.

L’invidia è quel sentimento che nasce nell’istante in cui ci si assume la consapevolezza di essere dei falliti.
Oscar Wilde

Tragicomico